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“La ragazza drago” di Licia Troisi.

La ragazza drago- l'eredità di Thuban

L’eredità di Thuban, è il primo libro che narra le vicende e la storia della ragazza drago. Sofia vive in un istituto dove è cresciuta e pensa che mai nessuno la adotterà, dal cancello del posto dove vive, vede Roma, la osserva triste pensando alla sua solitudine. Finchè un eccentrico professore di antropologia la prende con sè e la conduce a vivere in una casa sul lago, costruita intorno ad un albero molto antico. Il professore sembra conoscere molte cose del passato della ragazza, un passato lontano, oscuro e magico che le ha lasciato un neo sulla fronte, un neo che è il segno dell’eredità dell’ultimo dei draghi :  Thuban.  Il segno che Sofia porta impresso sulla fronte è segno che in lei alberga lo spirito del drago, Thuban, che ha sconfitto ed imprigionato nelle viscere della terra, Nidhoggr, la feroce viverna alata che voleva distruggere l’albero del mondo ed alterare per sempre l’equilibrio della natura. Ora, dopo trentamila anni la viverna, nutrendosi della rabbia e della stupidità degli uomini, si sta risvegliando e sarà proprio Sofia, la ragazza con il neo sulla fronte, a difendere la stirpe di drago.

Licia Troisi è una scrittrice romana, nata nel 1980, astrofisica.  Ha venduto più di 800,00 copie con  le saghe delle “Cronache del mondo emerso” e delle “Guerre del mondo emerso”. Conosciuta come scrittrice fantasy non solo in Italia, ma anche in Germania, Spagna, Francia, Russia ed altri paesi. Alcuni indicano “La ragazza drago”come una storia per bambini, in realtà è un libro ben strutturato che cela tra le sue pagine, insegnamenti e morali di vita quotidiana.

Farfaruga.

“La finestra rotta” di Jeffery Deaver.

La finestra rotta.

Alice viene travata cadavere nel suo appartamento di Manhattan, il quadro più prezioso della sua collezione è scomparso. Gli indizi rinvenuti sulla scena del crimine conducono indiscutibilmente a Arthur Rhyme, un uomo sposato che la vittima frequentava.Questo non è che l’ultimo della lunga catena di omicidi che insanguina New York, gli inquirenti sembrano accogliere con un sospiro di sollievo gli indizi che emergono dall’ultimo caso, senza soffermarsi a cercare di capire. Ma forse non tutto è in realtà come sembra, e Lincoln Rhyme, criminalista tetraplegico, geniale e ribelle, prende in mano l’ultimo caso, con l’intenzione di scagionare il cugino e cercare di comporre le tessere di un mosaico misterioso. Le sue ricerche lo portano ad indagare su società che raccolgono ed immagazzinano vertiginose quantità di dati su gente comune. Scopre così che, proprio nelle prove che inchiodano senza rimedio apparente i presunti colpevoli, si nasconde l’unico indizio sull’identità del killer che conosce ogni dettaglio delle vite altrui. Jeffery Deaver, che il Times ha definito ” il più grande autore di thriller vivente”, fa rivivere in questo romanzo, uno dei personaggi più amati: Lincoln Rhyme.

E’ questo un libro che rispecchia appieno lo stile di Deaver, tutto ciò che ci sembra sicuro, comincerà a vacillare pagina dopo pagina, fino a coinvolgerci totalmente in una storia avvincente che svela le inquietanti forme di controllo a cui ci condanna il nostro tempo, facendo presagire i pericoli che questo potrebbe comportare per ognuno di noi. E’ questa una storia talmente reale, che ci farà riflettere su tutto quello che quotidianamente facciamo, senza pensare alle possibili conseguenze.

Farfaruga.

Mister Gregory, l’ultimo libro di Sveva Casati Modignani.

Mister GregoryMister Gregory è il 21esimo  libro della nota ed amata scrittrice Sveva Casati Modignani, e promette di divenire un best seller come gli altri libri dell’autrice che lo hanno preceduto. I romanzi di Sveva , hanno venduto complessivamente 10 milioni di copie e sono tradotti in venti paesi. L’ultimo nato, è la storia di Gregorio Caccialupi, ricco imprenditore, partorito dalla fertile fantasia della Casati Modignani, che intreccia alla vita di questo personaggio, le storie del mondo contadino dell’Italia degli anni ‘30, prima durante e dopo la seconda guerra mondiale, e le storie della ricchezza di italiani emigrati a New York, alcune nate dalla fatica, altre da situazioni misteriose. Gregorio è un ragazzo con grandi sogni, che insegue le sue speranze anche oltre l’oceano Atlantico, in quell’America, tanto decantata dove si dice che ogni uomo trova il proprio posto. L’autrice descrive la sua sofferenza, i suoi sogni, l’audacia e la tenacia che lo guidano nella riuscita più totale.

Narra del suo ritorno in Italia da uomo ricco, amato e ricercato dalle donne, invidiato da nemici e collaboratori, una vita meravigliosa, fino al suo declino, alla perdita di tutto per un investimento sbagliato. Gregorio si rifugia in una casa di cura in attesa della fine dei suoi giorni, ma la sorte, la stessa che lo ha guidato nelle mille avventure della sua vita, ha ancora qualcosa in serbo per lui. L’eredità materna, di quella madre infinitamente amata e mai realmente capita, lo riporterà a sognare ed a inseguire con quei sogni, anche una nuova speranza. Romanzo veloce e profondo che descrive in maniera egregia le illusioni e le delusioni della vita, la sua imprevedibilità, l’energica passione che ci guida quando si ha un sogno, un amore,una speranza. 

Farfaruga.

Terroni

Terroni

Lo scrittore e giornalista pugliese, Pino Aprile, è indignato dal modo in cui in tutta la nazione si parla del Sud, della sua terra. Decide quindi di scrivere questo libro che ha lo scopo di informarci su come sia andato realmente il processo dell’Unità d’Italia. Tra soprusi, stupri e furti, i “fratelli d’Italia venuti dal Nord” assoggettarono il Regno delle due Sicilie, all’epoca assolutamente non arretrato, ma bensì all’avanguardia in molti settori. Tutto questo fu attuato per far fronte al forte debito del Piemonte, oltre che per qualche romantico ideale unitario. La questione meridionale è nata, quindi, solo in seguito all’unificazione, solo quando la terra del Sud fu privata di tutti i suoi averi per trasferirli al Nord. Ed è un circolo vizioso dal quale non siamo ancora usciti, o dal quale qualcuno non ha interesse ad uscirne.


Un libro che forse al lettore del Nord farà poco effetto, ma che il lettore del Sud non potrà fare a meno di aprire e chiudere, a causa dell’ amarezza della realtà descritta. Realtà che però non si legge nei libri di storia, e di cui molti di noi non hanno mai sentito parlare. Lo scopo del libro è proprio quello di cercare di recuperare l’identità del popolo meridionale, e far capire che se il Nord è molto più sviluppato del Sud non si tratta di minoranza etnica di quest’ultimo. E’, invece, il frutto di politiche ineguali che discriminano sempre la parte più debole del paese, frutto di un processo in atto dal 1860. L’augurio dello scrittore è che recuperando l’identità perduta e cessando questa discriminazione politica, il Sud possa finalmente uscire da questo baratro e risplendere di luce propria, cosa di cui si è dimostrato capace per molti secoli.

Valentina Di Iasio

Platfrom 3.17. L’Aquila: la casa ritrovata

Platform 3.17

Il terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila resterà nelle cronache come una delle calamità naturali più tragiche che ha colpito l’Italia, mettendo in ginocchio una città intera e costringendo decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case irrimediabilmente distrutte dal sisma.

Il volume Platform 3.17, L’Aquila: la casa ritrovata, tramite un reportage fotografico di Maurizio Marcato, testimonia le sofferenze e le speranze di chi è rimasto senza casa ma, soprattutto, racconta di una sfida eccezionale: quella lanciata dalla Protezione Civile attraverso il progetto C.A.S.E. a 16 imprese italiane per dare agli aquilani prima dell’inverno una casa sicura, confortevole e di qualità in attesa della ricostruzione completa.


Platform 3.17 L’Aquila: la casa ritrovata racconta di un esempio di eccellenza, quello di Wood Beton, società bresciana leader nelle costruzioni in legno che ha vinto il bando, realizzando abitazioni innovative, ad alta sostenibilità ambientale e consegnate in tempi record: i primi appartamenti sono stati ultimati in soli 55 giorni, con un anticipo di quasi un mese rispetto ai termini previsti dal concorso.
Una puntuale documentazione delle fasi di progetto e di cantiere, attraverso disegni, descrizioni, schemi e un emozionante survey fotografico, racconta nei dettagli quella che si è presentata sin dall’inizio come una vera e propria “corsa contro il tempo”, affrontata da un’azienda con vent’anni di expertise nelle costruzioni in legno sotto l’accorta regia dell’ingegner Giovanni Spatti, suo co-fondatore e principale progettista.

Un libro sulla ricostruzione dopo un terremoto deve essere una “testimonianza” che racconta l’emergenza. E visto che l’emergenza scaturisce dalla vita e dal dolore delle persone, è innanzitutto un racconto di anime e di bisogni

Elisabetta de Strobel, curatrice del libro.

Ilaria Piacenza

IT’S MY BOOK: l’arte di Maurizio Marcato tra parole e fotografie

IT'S MY BOOK

IT'S MY BOOK

“Il fascino della fotografia è la capacità di dare spazio con la velocità del nostro tempo ad artisti di grande statura, io stesso ho traslocato dalla pittura alla fotografia per poter conservare il contatto con una società che non ha più il tempo di attendere, una società avida e consumatrice anche di immagini” E’ così che Maurizo Marcato descrive il suo rapporto con la fotografia all’interno di IT’S MY BOOK, la sua prima antologia.

Il fotografo di Schio, trapiantato a Verona ormai da diversi anni, ha raccolto all’interno di quest’antologia tutte le sue immagini più significative, molte delle quali premiate anche a livello internazionale. Nel libro le fotografie sono articolate in diverse aree tematiche e sono corredate da testi, il tutto per rispecchiare la poliedricità dell’artista.

Le prime immagini con le quali ci si confronta sfogliando IT’S MY BOOK ritraggono paesaggi: da quelli spettacolari dell’”Incontaminata Natura”, dove gli elementi naturali la fanno da padrone, ai “Paesaggi dell’uomo” dominati, invece, da vetro, ferro e cemento.

Le immagini successive immortalano i prodotti della “Mano dell’uomo”, raccontandoci del rapporto tra la fotografia ed il design: “la fotografia del design è l’equilibrio dell’immagine tra sensazione e funzionalità”. In “Oggetti e soggettività”, poi, risulta chiara la necessità di non limitarsi a ritrarre un oggetto, ma di narrare ciò che quest’oggetto ha da dirci, le emozioni che traspaiono da esso.

Sono sempre le emozioni i soggetti di “Ritratti” e di “Paure e sorrisi”, rapportate,  questa volta, a donne ed uomini. Nel primo caso la volontà è quella di carpire la vera essenza dei soggetti ritratti, nel secondo, invece, si esalta la diversità, “il più grande valore che abbiamo”.

L’antologia si conclude con le “Memorie di viaggio”, dove la fotografia diventa una compagna di viaggio inseparabile, grazie alla sua capacità di registrare il ricordo di tutti i sensi del fotografo.

IT’S MY BOOK narra dunque il rapporto tra Maurizio Marcato e l’arte, frutto di ispirazione e di un importante lavoro di squadra.

Molte popolazioni non si lasciano fotografare, sono convinte che la fotografia rubi l’anima, è vero“.

Ilaria Piacenza

I Buddenbrook

Thomas Mann, I Buddenbrook. Copertina

Thomas Mann pubblicò I Buddenbrook a soli 25 anni nel 1901 incontrando immediatamente un grande successo di vendite e di pubblico. Proprio questo romanzo infatti in seguito gli farà ricevere il premio Nobel per la letteratura, consacrandolo tra i massimi scrittori di lingua tedesca del Novecento.
Del resto I Buddenbrook non erano altro che la storia “romanzata” della sua famiglia e della sua città natale, Lubecca, descritta con una tale aderenza alla realtà che molti cittadini lubecchesi finirono per riconoscersi e sentirsi punti sul vivo dalla descrizione che il loro concittadino ne faceva. Se il tema principale è infatti la storia della famiglia Buddenbrook attraverso più generazioni, sicuramente un’altra protagonista è proprio la città anseatica con i suoi abitanti, le loro manie, i loro tic ma soprattutto i loro vizi e le (poche) virtù che lo scrittore mette a nudo.

Tra le tante famiglie di commercianti che rendono Lubecca una città prosperosa, i Buddenbrook sono una delle più antiche e rispettate, che alla prima metà dell’Ottocento può festeggiare una solida ricchezza e l’acquisto di una grande magione che ne è l’espressione materiale. Ma una volta raggiunti il picco non si può far altro che scendere… e protagonista di questa caduta sarà la generazione di Tom, Tony e Christian, i quali, nonostante le buone intenzioni e la volontà di tener fede ai sani principi di famiglia, opereranno scelte (matrimoni destinati al fallimento, investimenti sbagliati, incapacità caratteriali) che porteranno alla rovina economica e morale.
La tecnica narrativa di Mann punta a focalizzarsi su alcuni episodi chiave che segnano la progressiva disgregazione del nucleo familiare, attraverso uno stile che utilizza a piene mani il Leitmotiv linguistico per caratterizzare i personaggi, dando un vivo quadro non solo di una famiglia tedesca ai principi del nuovo secolo ma di tutta una classe, quella borghese.

Alessandra Gabola

Q

 

Luther Blissett, Q. Copertina

Q. Fin dal titolo il primo libro degli allora Luther Blissett, oggi Wu Ming (per ora),  puntava ad attrarre il lettore giocando una delle carte più vincenti, quella del “mistero”. Del resto lo stesso nome del collettivo bolognese rimandava a un personaggio a dir poco fantasmatico, dietro il quale si celavano ben dieci mani d’autore, in un progetto letterario ed estetico di “multiautorialità” fino ad allora non esplicato con questa forza e coerenza da nessuno in Italia.

La storia è impossibile riassumerla: seguendo il protagonista, senza nome e allo stesso tempo, man mano che si procede, con tante identità diverse, viaggiamo attraverso più e più stati dell’Europa del Cinquecento, incendiata e percossa dalle innumerevoli guerre di religione. E la religione, con la battaglia tra Cattolicesimo e Riforma, è sicuramente lo snodo narrativo principale. E se i buoni, impersonati dal nostro eroe, vengono spesso sconfitti ma riescono sempre a rialzarsi, l’altro piatto della bilancia dell’epica lotta tra bene e male, libertà e oppressione, è rappresentata da Q., il misterioso funzionario papale, potentissimo e ubiquo, sempre in grado di trovarsi al posto giusto e al momento giusto per mettere i bastoni fra le ruote, fino allo scontro finale…

Tutto questo è solo una minima parte della ricchezza di questo romanzo, che comprende tantissimi protagonisti e figuranti, amore, morte, amicizia, truffa, scenari immaginifici, pianure fredde e desolate, ricchissime città d’arte, con colpi di scena e cambiamenti di fronte costanti, in una grande cavalcata narrativa che ci trasporta lungo le sue oltre seicento pagine, una cavalcata che intrattiene benissimo il lettore ma che riesce anche a raccontargli una pagina di storia europea secondo un’ottica diversa, quella dei perdenti e dei rivoluzionari .

Alessandra Gabola

Trilogia della citta di K

Agota Kristof, "Trilogia della città di K", copertina.

 

Da un libro, soprattutto da un romanzo ci aspettiamo che racconti una storia con un inizio ed una fine. La narrazione può essere lineare, fatta di flashback, ad episodi, ma quello che ci aspettiamo sempre è che alla fine dalla nostra lettura si sia delineata in maniera chiara una vicenda. Perfino nei gialli, le ambiguità, le menzogne vengono quasi sempre svelate al lettore. Bé ne “La trilogia della città di K” non troverete alcuna certezza. Fin dall’inizio la storia è talmente avvolta nell’indeterminatezza che sentirete l’irrefrenabile impulso di continuare a leggere, di scorrere le pagine per capire, per cogliere finalmente il confine tra ciò che è vero è ciò che non lo è…

Il primo libro della trilogia si intitola “Il grande quaderno”. Siamo in una non meglio precisata città di un altrettanto non precisato paese dell’Est Europa durante un conflitto, verosimilmente la Seconda Guerra Mondiale. Due fratelli, gemelli, vengono affidati dalla madre alle cure della nonna, una donna arcigna e senza cuore che vende tutte le cose che la madre ha lasciato ai bambini lasciandoli con pochi stracci. I due bambini cresceranno da soli con la loro personalissima educazione, con un’etica e un’idea del bene e del male tutta loro, fuori da ogni limite. Sono capaci di tali brutture da farci sperare che quello che stiamo leggendo non sia vero…E soprattutto esistono davvero due fratelli? Sono talmente uniti che a parlare è sempre una voce sola, a compiere le azioni è un unico essere.

Alla fine del libro i due si separeranno e ne “La prova” seguiremo soltanto la vita di Lucas separatosi da Claus. Lo vedremo crescere e innamorarsi, prendersi cura di un figlio non suo, farsi degli amici. Lo vedremo vivere circondato da una umanità al limiti della normalità sempre sospesa tra realtà e finzione. Una finzione che comincia a trovare una spiegazione soltanto nel terzo capitolo “La terza menzogna”. Sembra quasi che tutto il racconto fin qui letto sia il frutto dell’immaginazione di un ragazzino vittima di una tragedia familiare. Ma è davvero così o è soltanto la terza menzogna?

Alessandra Gabola

Ramses II

Il figlio della luce

Uno dei libri più belli dell’egittologo francese Christian Jacq, un racconto contenuto in una saga composta da cinque libri, quali: “Il figlio della luce”, “La battaglia millenaria”, “La battaglia di Qadesh”, “La regina di Abu Simbel” e “L’ultimo nemico”.

Ci viene narrata tutta la vita del mitico faraone Ramses II, figura di particolare interesse per l’antico egitto data la lunghezza del suo regno durato circa 70 anni. Figlio di Sethi I e Tuya, diventò faraone alla morte di suo fratello che alcuni sostengono sia morto in gioventù, altri credono sia stato esiliato dall’impero. Ricordato per la costruzione di molti monumenti, per il numero di mogli e prole, e per aver combattuto e sconfitto gli ittiti.

 Jacq ci descrive con abile maestria tutti i momenti della vita del faraone: dalla giovinezza alla vecchiaia; dall’amore giovanile per la bella Iset fino all’incontro con l’amore della sua vita, la bellissima regina Nefertiti; dagli scontri con gli Ittiti fino alla battaglia di Qadesh; ed anche l’amicizia del giovane faraone con l’ebreo Mosè. Molto interessanti le digressioni sugli usi e i costumi del popolo egizio che ci fanno sembrare di stare vivendo la storia assieme al Faraone. Lettura molto scorrevole, facilitata da frasi brevi e precise.

Non di certo un libro storico, ma un bellissimo romanzo di piacevole lettura che ci farà affacciare per un pò di tempo sulla misteriosa ed affascinante civiltà egiziana. Complimenti all’autore per la descrizione degli avvenimenti e dei personaggi, così vivide che vi sembrerà come se il tutto stesse prendendo vita avanti ai vostri occhi.

Valentina Di Iasio