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Atlanti e libri illustrati

Atlanti e libri illustrati

Sin da piccoli ci confrontiamo con lo splendido mondo della lettura..è la mamma, o il papà, oppure i nonni, che prima di dormire, ci raccontano una storia, ci leggono una favola, e noi veniamo per la prima volta in contatto con un libro illustrato..

La nostra fantasia inizia così a svilupparsi, e giorno dopo giorno, tutto questo ci insegnerà ad apprezzare la lettura.

Da grandi, nonostante lo stress della vita quotidiana, ci ritagliano comunque un po’ di tempo per coltivare quel piacere, che sin da piccoli abbiamo apprezzato, nella lettura di un buon libro.

C’è però chi non legge solamente libri…infatti in molti amano sfogliare gli atlanti e i libri illustrati.

Sinceramente non ho mai capito chi in libreria, acquista i libri illustrati..come ad esempio quelli che parlano delle città, dell’arredamento, della natura, dello sport e infine sì, anche delle auto novità.

E invece, c’è chi ne va matto, e addirittura li colleziona per edizioni e argomento…come questo nuovo libro sulle Fiat 500, che ripercorre la loro intera storia..

E a voi è mai capitato di imbattervi in tale genere di letteratura?

Che così secondo me non si può nemmeno definire..io la farei rientrare nella categoria della fotografia, non trovate?

Alla prossima puntata cari amici e…buona lettura!

Laura Sangalli

 

 

L’e-book: innovazione o regresso?

dicembre 16th, 2010 Posted in Altro, Avventura, Romanzi, Saggi, Storici Tags:

L’e-book: innovazione o regresso?

prestiti personaliL’era dell’e-book è ormai iniziata…innovazione tecnologica, che si è introdotta inizialmente in sordina nel mercato, ora è diventata indispensabile, e in forte concorrenza con il mondo dell’editoria “cartacea”.

Certo, per acquistare un’e-book forse serviranno dei prestiti personali, in rapporto all’acquisto di un comune libro stampato, ma è decisamente tutta un’altra cosa..infatti per molti ora è diventato più interessante e divertente leggere un libro, in quanto rimane costantemente illuminato, e non si devono nemmeno girare le pagine, perchè basta un semplice click sullo schermo!

prestiti personali

Sarò tradizionalista, ma l’odore della carta stampata, di un libro nuovo, quando scarti il tuo regalo, e lo apri per la prima volta, trovando nella prima pagina, la dedica dei tuoi cari…non credo possa essere assolutamente paragonabile!

E poi per leggere un bel libro stampato, non abbiamo bisogno di batteria e di presa della corrente..possiamo stare comodamente seduti su un prato, o su un’isola deserta, e rilassarci, immedesimandoci nel protagonista della nostra avventura preferita..

Volete mettere poi il gusto di finire una lettura di migliaia di pagine, un bel mattoncino, sul vostro comodino, che in poche sere terminate soddisfatti?

Ai posteri,certo, l’ardua sentenza..

Alla prossima puntata e…buona lettura!!

Laura Sangalli

 

 

Terroni

Terroni

Lo scrittore e giornalista pugliese, Pino Aprile, è indignato dal modo in cui in tutta la nazione si parla del Sud, della sua terra. Decide quindi di scrivere questo libro che ha lo scopo di informarci su come sia andato realmente il processo dell’Unità d’Italia. Tra soprusi, stupri e furti, i “fratelli d’Italia venuti dal Nord” assoggettarono il Regno delle due Sicilie, all’epoca assolutamente non arretrato, ma bensì all’avanguardia in molti settori. Tutto questo fu attuato per far fronte al forte debito del Piemonte, oltre che per qualche romantico ideale unitario. La questione meridionale è nata, quindi, solo in seguito all’unificazione, solo quando la terra del Sud fu privata di tutti i suoi averi per trasferirli al Nord. Ed è un circolo vizioso dal quale non siamo ancora usciti, o dal quale qualcuno non ha interesse ad uscirne.


Un libro che forse al lettore del Nord farà poco effetto, ma che il lettore del Sud non potrà fare a meno di aprire e chiudere, a causa dell’ amarezza della realtà descritta. Realtà che però non si legge nei libri di storia, e di cui molti di noi non hanno mai sentito parlare. Lo scopo del libro è proprio quello di cercare di recuperare l’identità del popolo meridionale, e far capire che se il Nord è molto più sviluppato del Sud non si tratta di minoranza etnica di quest’ultimo. E’, invece, il frutto di politiche ineguali che discriminano sempre la parte più debole del paese, frutto di un processo in atto dal 1860. L’augurio dello scrittore è che recuperando l’identità perduta e cessando questa discriminazione politica, il Sud possa finalmente uscire da questo baratro e risplendere di luce propria, cosa di cui si è dimostrato capace per molti secoli.

Valentina Di Iasio

Q

 

Luther Blissett, Q. Copertina

Q. Fin dal titolo il primo libro degli allora Luther Blissett, oggi Wu Ming (per ora),  puntava ad attrarre il lettore giocando una delle carte più vincenti, quella del “mistero”. Del resto lo stesso nome del collettivo bolognese rimandava a un personaggio a dir poco fantasmatico, dietro il quale si celavano ben dieci mani d’autore, in un progetto letterario ed estetico di “multiautorialità” fino ad allora non esplicato con questa forza e coerenza da nessuno in Italia.

La storia è impossibile riassumerla: seguendo il protagonista, senza nome e allo stesso tempo, man mano che si procede, con tante identità diverse, viaggiamo attraverso più e più stati dell’Europa del Cinquecento, incendiata e percossa dalle innumerevoli guerre di religione. E la religione, con la battaglia tra Cattolicesimo e Riforma, è sicuramente lo snodo narrativo principale. E se i buoni, impersonati dal nostro eroe, vengono spesso sconfitti ma riescono sempre a rialzarsi, l’altro piatto della bilancia dell’epica lotta tra bene e male, libertà e oppressione, è rappresentata da Q., il misterioso funzionario papale, potentissimo e ubiquo, sempre in grado di trovarsi al posto giusto e al momento giusto per mettere i bastoni fra le ruote, fino allo scontro finale…

Tutto questo è solo una minima parte della ricchezza di questo romanzo, che comprende tantissimi protagonisti e figuranti, amore, morte, amicizia, truffa, scenari immaginifici, pianure fredde e desolate, ricchissime città d’arte, con colpi di scena e cambiamenti di fronte costanti, in una grande cavalcata narrativa che ci trasporta lungo le sue oltre seicento pagine, una cavalcata che intrattiene benissimo il lettore ma che riesce anche a raccontargli una pagina di storia europea secondo un’ottica diversa, quella dei perdenti e dei rivoluzionari .

Alessandra Gabola

IPAZIA di John Toland


IPAZIA è parte di un lavoro più grande, il Tetradymus, che l’autore irlandese John Toland pubblicò nel 1720 (tit. orig. Hypatia or the History of a most beautiful, most virtuous, most learned and in every way accomplished Lady, who was torn to pieces by the Clergy of Alexandria to gratify the pride, emulation and cruelty of the Archbishop commonly but undeservedly titled St. Cyril).
Complessa e colossale, l’opera viene pubblicata in italiano solo quest’anno. E questo, non perchè ci sia stato un’improvviso interesse del lettore, ma semplicemente per poter affiancare con un libro il film che presto uscirà nel nostro Paese.
Più che una storia è, forse, un Trattato che con un tuffo nel IV-V secolo ad Alessandria d’Egitto, riporta alle origini del Cristianesimo. Intolleranze religiose, crimini e potere si intrecciano in modo sublime con l’episodio della distruzione della Biblioteca di Alessandria lasciando senza veli emergere la capacità del clero di manipolare le autorità e di sostituirsi ad esse.
Vissuta a cavallo di questi avvenimenti Ipazia fu straordinaria studiosa e insegnante, ma la sua vita non ebbe lieto fine: la sua cultura umiliò il mondo maschile e il Vescovo disse “Sia lapidata a morte”.

Fu allora che “la buttarono giù dal suo seggio; la fecero precipitare verso la chiesa dedicata a Cesare, e denudandola selvaggiamente, la uccisero a colpi di mattoni. Poi la fecero a pezzi, trasportandone gli arti in un posto chiamato Cinaron, dove la bruciarono fino a ridurla in cenere”.
Filosofa e scienziata, nel Trattato di Toland, Ipazia riceve il giusto valore come donna. Oltraggiata e uccisa lei, eroina del sapere e della conoscenza, viene oggi consacrata ad icona.

Non era solo una bellezza fisica la sua; era la bellezza di un’anima che non ha accettato di piegarsi all’ignoranza è che l’ha resa così immortale.
E così, dopo 1600 anni le parole di Toland appaiono più che mai attuali, testimoniando una saggezza antica che nemmeno la morte può mettere a tacere.

Federica Ferri

LA CROCIATA DI HIMMLER DI CRISTOPHER HALE



Siamo nel 1938. La seconda guerra mondiale è alle porte.
Himler, il capo delle ss, guida una spedizione scientifica sull’Himalaya. Vogliono trovare il punto d’origine della razza Ariana.
Il naturalista Ernst Schader, scienziato serio, che vede un profitto in questa spedizione. Avrebbe aiutato la sua carriera.
Al contrario è Bruno Beger, antropologo, fautore della teoria della razza superiore, Ariana appunto.
Colui che diede il la alla concezione dell’orrore di Auschwitz.
Il gruppo partì subito per il continente Asiatico. Ma non fu facile.
Visto che quella zona, era la dominazione Inglese e del suo esercito e non li vedevano di buon occhio.
Anche con le popolazioni locali, non andò meglio. Oltre per problemi linguistici, ci si metteva anche il governo.
Che ostacolava la loro missione, visto che il gruppo si era fermato nella città Lhasa. Città, dove avrebbero trovato puri Ariani, mai contaminati da altre razze.
Un’avventura che tocca molti asspetti: la politica, la cultura, magnifici paesaggi e intrighi di spie…
Un panorama che mette ancora più ombra sulla figura di Hitler.
Scritto molto bene, a metà di una ricerca scientifica e un romanzo.
Anche se i protagonisti, sono i cattivi, non fatevi ingannare. Bisogna mettere da parte quest’idea e lasciarsi affascinare dal viaggio.
Visto che il vero protagonista è l’avventura, la ricerca e la scoperta.
Un libro che consiglio, ma non per alimentare reazioni razziste. Ma perchè, come ho detto prima, è il racconto del viaggio che affascina. Un viaggio in un contesto storico fragile e che rende l’avventura ancora più delicata e intrigante.
DAVIDE BRIDA

IL GRANDE LIBRO DEI MISTERI DI MILANO



Se si parla di Milano, si pensa alla città della moda, dell’editoria e della finanza.
Frenetica e piena di vita, sia di giorno e soprattutto di notte. Con i giovani e i locali.
Ma è molto più grigia e nera. Più cupa di quello che si pensi. Con le sue tradizioni, i suoi miti e le sue leggende.
All’altezza delle grandi città Europee come Praga o Londra. Un lato di Milano che pochi conoscono e che per molto è stato nascosto per anni. Tra manoscritti, leggende popolari tramandate a voce, che sarebbero andate perse.
Qui, in questa antologia, sono raccolte le più interessanti e curiose storie sul capoluogo Lombardo.
Tra brividi e storie d’amore.
Tra queste, la leggenda sulla costruzione dello stesso Duomo.
Costruito da un artista che ha fatto un patto col diavolo, ma una volta che è stato terminato non gli è stato consegnato.
L’artista per fermarlo, ha appunto, messo la statua della madonnina in cima. Per fermare l’avanzata del demonio e delle sue creature.
Sicuramente una leggenda, ma sempre affascinante e curiosa.
Questo libro può dare spunto a molti sceneggiatori e autori, se dovessero ambientare le loro storie a Milano.
Come Dan Brown nel suo Codice da Vinci…
I due autori Andrea Accorsi e Daniela Ferro, hanno fatto una buona inchiesta giornalista.
Andando a cercare delle chicche curiose. Serial killer, fantasmi e leggende.
Un libro da comprare, da leggere un po’ alla volta. Non nperchè è difficile da leggere, ma perchè ogni racconto deve essere gusta come un buon vino. Lentamente e lasciare che si sedimenti.
14.90€ per una bella edizione della Newton Compton Editori.
DAVIDE BRIDA

Très, di Davide Toffolo (2007).

Très è edito da Coconino Press.


Chorin, 1976. La Democrazia Populista governa il paese, e l’opposione non si batte per difendersi. Politici, guerriglieri, uomini di potere. Non una voce di dissenso, finchè tre attori non decisero di scendere in campo. German, Derela e Coco compongono tre storie in cui si intrecciano potere, controllo, libertà, dissenso. Vengono inscenate ovunque: case, bar, club, teatri. Diventano loro, tre piccoli artisti di periferia, i veri rappresentanti del dissenso. Dopo quasi trent’anni sarà Davide Toffolo a ritrovare questi testi. Autore di apprezzati graphic novels, e componente della band indie rock Tre allegri ragazzi morti, lo scrittore-cantante in uno dei suoi viaggi a Buenos Aires, ritrova questi manoscritti. Appunti, bozze, disegni risalenti a quegli anni furenti in cui i tre attori inscenavano la voce dell’opposizione. Disegna le storie, e ad ogni pagina corrisponde la bozza, così com’era stata ritrovata: schizzi e appunti vari, sbobinati anche da varie cassette registrate.

German, Derela e Coco raccontano di quel paese latino in modo pungente e veritiero, attraversandolo con in mano il quaderno di appunti delle tre storie, che serviva da supporto alle rappresentazioni. Allo stesso modo, Toffolo disegna le storie e lascia gli appunti a fronte in modo da fornire al lettore spunti e riflessioni, nel caso in cui decida di inscenarle. Ritrovate nel 2002, e pubblicate in Italia nel 2007, le storie ebbero un seguito fortissimo tra i dissidenti, ed ancora oggi, secondo le parole e le testimonianze raccolte da Davide Toffolo, nel sud dell’America è possibile incontrare qualcuno che alza il dito indice, medio e anulare in segno di vittoria. Très!

Carmine Della Pia