Libri Che Blog!

Solo un altro blog targato WordPress
Home » Posts tagged 'roma'

“La ragazza drago” di Licia Troisi.

La ragazza drago- l'eredità di Thuban

L’eredità di Thuban, è il primo libro che narra le vicende e la storia della ragazza drago. Sofia vive in un istituto dove è cresciuta e pensa che mai nessuno la adotterà, dal cancello del posto dove vive, vede Roma, la osserva triste pensando alla sua solitudine. Finchè un eccentrico professore di antropologia la prende con sè e la conduce a vivere in una casa sul lago, costruita intorno ad un albero molto antico. Il professore sembra conoscere molte cose del passato della ragazza, un passato lontano, oscuro e magico che le ha lasciato un neo sulla fronte, un neo che è il segno dell’eredità dell’ultimo dei draghi :  Thuban.  Il segno che Sofia porta impresso sulla fronte è segno che in lei alberga lo spirito del drago, Thuban, che ha sconfitto ed imprigionato nelle viscere della terra, Nidhoggr, la feroce viverna alata che voleva distruggere l’albero del mondo ed alterare per sempre l’equilibrio della natura. Ora, dopo trentamila anni la viverna, nutrendosi della rabbia e della stupidità degli uomini, si sta risvegliando e sarà proprio Sofia, la ragazza con il neo sulla fronte, a difendere la stirpe di drago.

Licia Troisi è una scrittrice romana, nata nel 1980, astrofisica.  Ha venduto più di 800,00 copie con  le saghe delle “Cronache del mondo emerso” e delle “Guerre del mondo emerso”. Conosciuta come scrittrice fantasy non solo in Italia, ma anche in Germania, Spagna, Francia, Russia ed altri paesi. Alcuni indicano “La ragazza drago”come una storia per bambini, in realtà è un libro ben strutturato che cela tra le sue pagine, insegnamenti e morali di vita quotidiana.

Farfaruga.

Il sogno cattivo, di Francesca d’Aloja (2006).

Il sogno cattivo è un romanzo Mondadori.


È il 1978 e Penelope Anselmi perde i suoi genitori. Poco tempo prima anche Margherita, la sua migliore amica, era improvvisamente scomparsa dalla sua vita. In vent’anni Penelope non ha mai smesso di chiedersi il motivo di quell’addio, e dopo essere entrata e uscita nell’unico mondo che l’aveva sottratta al suicidio, la tossicodipendenza, decide di scoprire il mistero e ritrovare la sua amica. Il sogno cattivo, pubblicato nel 2006, è il romanzo d’esordio di Francesca d’Aloja, attrice e giornalista che traccia in modo molto dettagliato un periodo oscuro della storia d’Italia: quel 1977 costellato di contestazioni e violenze, scontri e manifestazioni durante i quali molti decisero la propria strada, nettamente. Margherita aveva scelto la sua, e Penelope non era contemplata, non poteva esserne coinvolta.

Il movimento studentesco era al suo culmine in una Roma ferita dalla morte di Giorgiana Masi, studentessa universitaria 19enne raggiunta da un proiettile il 12 maggio 1977 sul Ponte Garibaldi. Margherita e Penelope assistevano alla scena, e da quel momento iniziava una inesorabile separazione. Se l’una era battagliera e fiera, in seguito all’accostamento ad un gruppo studentesco particolarmente militante, l’altra sceglieva strade diverse, ambizioni in cui violenza e contestazione non erano argomenti trattati, né seguiti. Tutto ciò che restava di Margherita era una sciarpa, conservata da Penelope fino al momento in cui qualcuno sembra ridarle speranza nel ritrovare l’ultimo contatto umano che le ricordi una vita felice, prima che venisse travolta dagli eventi. Penelope troverà amicizie e amori in un percorso che, passando anche per Rebibbia, la porterà a scoprire il passato per vivere un nuovo presente.

Carmine Della Pia

Che la festa cominci, recensione

che la festa cominci

Che Niccolò Ammaniti sia uno degli scrittori italiani più talentuosi in circolazione è un dato di fatto (basta pensare a romanzi come “Ti prendo e ti porto via”, “Come Dio comanda”, “Io non ho paura” e la raccolta di racconti “Fango” http://www.libricheblog.it/?p=348), ma “Che la festa cominci” (edito nel 2009 da Einaudi) è un vero capolavoro: infatti, attraverso le vicende dello scrittore alternativo Fabrizio Ciba e delle Belve di Abaddon, Ammaniti traccia un affresco della società contemporanea, cogliendola nei suoi vizi e mali.

La storia di Mantos (leader delle sataniche Belve) si intreccia con quella di Larita (cantante che predica l’amore e la pace) che a sua volta si collega a Fabrizio Ciba, legatosi, dal canto suo, ad una sorta di velina con tanto seno e poco cervello, il tutto ad una festa, quella di Sasà Chiatti (un “palazzinaro” arricchitosi con dubbi mezzi), organizzata a Villa Ada, nel cuore di Roma; insomma un romanzo da un plot poco lineare ma molto interessante, in cui il classico umorismo di Niccolò Ammaniti si fonde al suo altrettanto proverbiale amore per i particolari crudi (e cosi assistiamo a corse su elefanti impazziti, ma anche a uomini che prendono fuoco), una storia dove  la crudezza di alcune scene si alterna alla dolcezza di altri spezzoni ( da un bacio rubato a persone trucidate),  un intreccio che oscilla di continuo tra aspirazioni omicide e atti di eroismo che disegna il ritratto di una comunità capitalista con una sovrastruttura malata e morbosa (anche se con una struttura di fondo altruista) che si scontra con la comunità sovietica che vive nei sotterranei della villa, primitiva e pura.

Un libro imperdibile per gli amanti di Ammaniti, ma che dovrebbero leggere tutti gli appassionati di narrativa. 

Alessia Mincinesi

Fred Vargas, Prima di morire addio

Fred Vargas, Prima di morire addio

Fred Vargas una delle più note autrici di noir fa arrivare in Italia finalmente anche  il suo terzo libro : prima di morire addio.

Un intricato mistero sullo sfondo di un disegno di Michelangelo sottratto alla biblioteca Vaticana, mixato dall’ inconfondibile ironia e suspence che l’ autrice sparge in tutti i suoi scritti.

In questo libro è racchiuso il segreto delle 10 milioni di copie vendute dalla Vargas con i suoi famossimi best seller nel mondo.

Protagonisti di “Prima di morire addio”  tre giovani studenti francesi, Claude, Nerone e Tiberio, che si godono il loro spensierato tempo per le strade della fascinosa capitale italiana: Roma . Ma la morte sospetta del padre di Claude, esperto d’arte , venuto in possesso di un disegno di Michelangelo misteriosamente rubato dalla Biblioteca Vaticana, cambierà per sempre le loro vite. La vargas ci coinvolge attraverso le indagini di due detective in  intrighi appassionanti, colpi di scena ed enigmi irrisolti. E a rendere più piccante il tutto la misteriosa e affascinante Laura, matrigna di Claude e la presenza inquietante del vescovo Vitelli.

 Ci verrà svelata una Roma misteriosa e segreta attraverso uno stile brillante, incalnzante e imprevedibile che ha reso Vargas una scrittrice dalla penna inconfondibile.

Buona lettura dunque e ricordatevi che come sempre in Vargas nulla è come sembra.

Federica Malvicini

Giorgio Faletti, Niente di vero tranne gli occhi

Giorgio Faletti, Niente di vero Tranne gli occhi

Seconda fatica letteraria per Giorgio Faletti che dopo il boom di vendite con Io Uccido, ci riprova con un nuovo avvincente thriller su sfondo internazionale. Il cabaretista e comico Faletti si è a questo punto aggiudicato in pieno diritto un posto tra gli autori più apprezzati nella nostra nazione.

Questa volta siamo a New York,tranne una breve parentesi romana, dove un efferato assassino si aggira seviziando, uccidendo e poi ricomponendo come pupazzi i corpi delle sue vittime. 

A far luce sulla vicenda il fratello del sindaco Jordan Marsalis e un ex tenente di polizia Maureen Martini, sullo sfondo della metropoli più affascinante  del mondo una serie improvvisa e continua di colpi di scena.

Faletti ancora una volta si dimostra amante del cinema americano e dei fumetti  d’ autore dai quali trae spunto soprattutto per i dialoghi fatti di frasi un pò spartane, ma di effetto.

Lo hanno definito un noir holliwodiano in piena regola fatto di effetti speciali e inaspettati stravolgimenti verso un finale forse un pò scontato.

Non ho amato questo libro, ma c’ è chi nonostante non abbia avuto la risonanza del primo “io Uccido” lo ha apprezzato forse di più.

Federica Malvicini

CAMBIARSI..PER CORRERE.

Un uomo qualsiasi nell’ingranaggio di una sterminata città, Roma. In principio è un sedentario alle prese con le fatiche quotidiane, come tutti, e atrofizzato, come tanti, dalle cattive abitudini: il vizio del fumo; l’uso dell’auto a oltranza nel solito tragitto casa-lavoro-lavoro-casa, i pensieri congestionati quanto il traffico; i muscoli e la forza del pensiero rattrappiti dall’immobilità imposta dalla vita d’ufficio.Finché, un giorno, la svolta. La scelta di abbandonare l’auto e prendere la metropolitana non è che l’inizio di una autentica rivoluzione interiore.Il cittadino spento esce dallo stato di cattività. Scopre il piacere della lettura durante i viaggi in treno non solo per ammazzare il tempo. E leggendo testi sul pensiero positivo si apre a prospettive nuove: la disciplina psicofisica leva il torpore e dà quella gioia di vivere che il logorio della città toglie.È l’inizio dell’ascesa: smette di fumare, riscopre la dimensione bipede, per camminare prima; quindi per correre.<!–adsense–> L’esemplare da ufficio diventa un podista amatoriale, uno sportivo perseverante, quindi un atleta completo, campione di un’umanità realizzata.È la storia vera di Alfredo Donatucci, 40 anni, sedentario pentito, autore del libro “cambiarsi per correre”, in cui si racconta con brio e cognizione di causa l’iniziazione a un nuovo stile di vita in vista di un benessere integrale. Il protagonista, dopo essersi “levato la ruggine” di dosso allenandosi con una vecchia cyclette, scopre le potenzialità del suo corpo e della sua mente e impara a usarle con la forza della disciplina. Il corridore occasionale della domenica, il podista della garetta amatoriale, diventa un maratoneta di rilevanza nazionale che ha al suo attivo più di 10 mila chilometri corsi nelle principali gare regionali e italiane.<!–adsense–>Cambiarsi per correre è dunque un invito a dismettere i panni dell’abitudine per scoprire l’atleta della vita che è in ognuno di noi. Così poi da riuscire a correre per cambiare se stessi.

                                                                                                AMEDEO MARTONE